palio teatrale 2014

Non sparate sul postino!

di Derek Benfield

Teatro Palamostre
Sabato 17 maggio ore 20.00

con Alexandru Andrei Acs, Francesco Saverio Costanzo, Arianna Degano, Alessia Korreshi, Jasmin Marini, Lucrezia Sofia Niccolini, Riccardo Pedone, Marta Rizzi, Martina Silvia Sguazzin, Lara Marcuzzi, Fabio Venier

aiuto coordinamento Martina Santelia e Jacopo Pittino
supporto Stefania Cudin
coordinamento Arianna Zani
docente referente Alessandra Bruseschi

E’una vicenda piuttosto intricata. Siamo in un castello scozzese. I proprietari a corto di finanze sono costretti ad aprirlo al pubblico per sbarcare il lunario. Ma non è questo l’importante. Tra le sale del castello prendono il via una infinità di gag che vedono protagonisti un quadro di valore e due ladri, Capone e Wedgwood. I due sono appena usciti dal carcere e sono decisi a vendicarsi di Chester, che involontaria¬mente contribuì al loro arresto. Ma neanche questo è importante. Chi è Chester? Il marito di Patricia. Chi è Patricia? La figlia di Lady Elrood, eccentrica contessa decaduta proprietaria del castello, sposata ad un uomo che crede di essere un colonnello e di trovarsi in guerra. L’hobby di Lord Elrood? Tirare al postino… considerato una spia straniera molto pericolosa. Ma forse neanche questo è importante. Poi ci sono Ada, cameriera facile agli “innamoramenti”e altalenante tra pessimismo e all’euforia; Miss Partridge guida svampita; George, capo boy scout con corredo di 50 ragazzini parcheggiati in cortile; infine Maggie, Marta e Berta, turiste inconsapevoli catapultate in una situazione paradossale che evolve in equivoci su equivoci. Ma neanche questo è l’importante. L’importante è divertirsi.

 

Gruppo quasi completamente nuovo. Incominciare ancora, un’altra volta dalle basi, dai corpi che devono trovare espressione e naturalezza; che devono imparare a sentire il ritmo, interiorizzarlo, viverlo; che devono capire gli impacci e le risorse; che devono far uscire voci e movenze che non pensavano di avere; che devono conquistare lo stare in relazione. 0 più semplicemente lo stare. Senza pensare. Senza pensare in maniera canonica. Le generazioni cambiano, i ragazzi sono diversi, ma il quid del teatro c’è. Sempre. Bisogna solo trovare il nuovo varco. E andare. E per me … imparare a orchestrarci e a condividere con due aiuto coordinatori, apporto giovane ai giovani. Decostruendo la formazione per vedere il gruppo formarsi.

Arianna

 

Nuove dinamiche, nuovi personaggi, nuove doti e nuovi problemi: le nuove talpe bioniche. Un cambiamento di prospettive; dall’usare i propri strumenti al tramandarli. Vivere la scena da dietro le quinte. Aiutare i ragazzi a scoprire il palco e rivedere nel loro approccio i propri primi passi. Crescere per, con e grazie a loro.

Martina

 

Un gruppo di strambi e vivaci, quasi tutti nuovi. Per molti è la prima esperienza, come per me. Infatti questo è il primo gruppo che vivo da aiuto coordinatore. Un percorso che ha aiutato i ragazzi ad aprire i propri orizzonti, ma che certamente ha fatto crescere anche me e mi ha fatto innamorare definitivamente del teatro.

Jacopo

Leggi articolo del Messaggero Veneto del 19 maggio 2014

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